Fernandez Arman

Fernandez Arman (1928-2005) nasce a Nizza, dove frequenta l’École des Arts decoratifs e conosce con Yves Klein, del quale diviene amico e compagno di scorribande in giro per l’Europa. Successivamente completa gli studi a Parigi presso l’École du Louvre.

Le sue prime opere, fino ai primi anni 50′, sono prettamente figurative; per poi incominciare ad inserire degli oggetti nei suoi lavori. E’ il 1959 l’anno in cui Arman si imbatte in un cassetto pieno di lampadine usate. Da qui, la folgorazione di un nuovo modo di fare pittura dove l’oggetto diventa elemento centrale dell’opera. Arman, infatti, assemblò alla ben meglio le lampadine esponendole come un quadro: nasce così la prima delle “Accumulazioni

Immediatamente dopo entra nel gruppo del Nouveau Réalisme. Nel 1963 appaiono le prime “Combustioni”. L’interesse per il fuoco incomincia con Yves Klein e questa suggestione contagia numerosi artisti fino a diventare oggetto esclusivo dell’opera. Le combustioni riguardano spesso gli strumenti musicali, principalmente i violini, che – in un secondo tempo – Arman annegerà in una fusione di plexiglas, lavorata e levigata in parallelepipedi.

Negli Anni ’70 sostituisce il plexiglas con il cemento dal quale affiorano gli oggetti più disparati. Dagli Anni’80 in poi, si dedica alla serie    “Frammentazioni”, gli oggetti vengono cioè sezionati e incollati su un supporto, tela o legno, e sovente coperti con tracce di pittura.

Nel corso degli anni Arman espone in molte galleria private di prestigio e nei musei, venendo anche invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1976. Dalla metà degli Anni ’80 inizia a creare sculture monumentali da esterno per enti pubblici e privati culminate nel 1999 con “La Rampante”, una poderosa fusione in bronzo, patinata di rosso Ferrari, tagliate e sovrapposte, installata davanti all’ingresso del circuito automobilistico di Imola.

Arman muore il 22 ottobre del 2005 a New York; sulla tomba fece incidere il suo beffardo epitaffio “Finalmente solo”.

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