Franco Angeli

Giuseppe Franco Angeli nasce a Roma il 14 maggio 1935, da genitori antifascisti.

Non frequenta regolari studi d’arte ma inizia a dipingere nel 1957, quando parte militare per Orvieto. Tornato a Roma, entra in contatto con lo scultore Edgardo Mannucci, amico di Alberto Burri. Angeli rimane profondamente affascinato dalle sue opere, tanto da riprenderne la tipica matericità.

Nel marzo 1959, con Tano Festa e Giuseppe Uncini, esordisce a Roma presso la Galleria La Salita di Gian Tomaso Liverani. Nell’autunno dello stesso anno compare insieme a Agostino Bonalumi, Jasper Johns, Yves Klein, Robert Rauschenberg e Mimmo Rotella sulla rivista «Azimuth», fondata da Piero Manzoni ed Enrico Castellani. Inaugura la sua prima personale nel gennaio 1960, alla Galleria La Salita, con una serie di opere caratterizzate da veli di pittura ad olio e calze di nylon tese. Nello stesso anno, Angeli vince il Premio d’incoraggiamento ad artisti del Ministero della Pubblica Istruzione.

Nel febbraio 1963 espone nella collettiva 13 pittori a Roma alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis con una poesia di Nanni Balestrini. A giugno, inaugura una personale alla Galleria La Tartaruga presentando una serie di opere in cui la valenza del simbolo- scaduto, consueto o anche tragico- acquista una diversa dimensione figurale, ergendosi sul lascito dell’informale

Ai primi di gennaio 1969 è per la prima volta negli Stati Uniti, dove esporrà nella collettiva Italian Art Show: Franco Angeli, Cesare Tacchi, Tano Festa and Lorri Whiting.

A settembre 1972 espone nella Rassegna della Giovane Pittura Italiana a Genazzano, a ottobre al Festival Nazionale dell’Unità a Roma e poi alla X Quadriennale d’Arte.

Il forte interesse sociale e popolare prosegue nelle opere degli anni ottanta, quando Angeli riprende il tema della guerra nella serie di paesaggi esotici con piramidi, obelischi ed aerei “tracciati con apparente semplicità e limpidezza di contorni, sospesi e cristallizzati in una gelida spazialità “metafisica”, che diventeranno poi vere e proprie Esplosioni (1986).

Il tema della “marionetta”, che compare sempre più spesso dopo il 1984, è una sorta di autoritratto che sembra preludere alla fase finale della sua vita.

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