Getulio Alviani

Getulio Alviani (1939-2008) nasce a Udine e fin da giovanissimo si dedicata all’attività artistico-sperimentale. Era principalmente interessato ai problemi inerenti l’apprendere e l’informare visivamente. Da qui conduce le sue prime sperimentazioni nel campo della pittura. Ben presto concentra il proprio interesse sull’analisi del complesso mondo del “fare” e del “costruire”. Inizia così ad analizzare le singole problematiche della funzione e della natura delle cose che per formarsi esigono una risoluzione.

Della sua attività di “ideatore plastico” fa parte anche la ricerca grafica, per la quale riceve anche molti premi internazionali; iniziata già alla fine del 1959, ma sviluppatasi maggiormente a partire dal 1962, è rimasta poi sempre molto rilevante nel suo percorso ideativo.

Nel 1965 partecipa alla sua prima esposizione collettiva al MoMa di New York. Tale mostra epocale consacrerà l’arte ottica in tutto il mondo, cogliendone però solo il lato effettistico e superficiale, facendola diventare di moda e conseguentemente decretando la fine della sua scientificità per il sopraggiungere della larga diffusione con la conseguente volgarizzazione.

Nel 1976 diviene titolare della cattedra di pitture dell’accademia di belle arti di Carrara, che lascerà nel 1981 per andare in Venezuela. Negli anni successivi viene invitato a numerose mostre collettive europee ed internazionali.

Tra il 1981 e il 1985, si dedica alla ricostruzione e alla direzione del museo d’arte moderna di Ciudad Bolivar, che sarà da lui consacrato all’arte costruttiva e, in seguito, alla diffusione dei protagonisti di questa tendenza attraverso l’organizzazione di mostre e la redazione di scritti e di opere.

La sua attività eclettica continua in un crescente divenire per i decenni successivi, fino al primo decennio del 2000, periodo in cui si dedica principalmente a progetti di architettura e aveva continuato a svolgere un’attività culturale con scritti per esposizioni sull’arte esatta.

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