Giorgio De Chirico

Giorgio de Chirico (1888-1978) nasce a Valos, una città greca della regione Tessaglia. Qualche anno dopo la sua nascita, la famiglia si sposta ad Atene, dove nasce suo fratello Andrea, il più importante legame affettivo della sia vita.

Ad Atene il giovane Giorgio de Chirico studia le materie classiche, musica e disegno con il maestro Jakobides, futuro direttore del Museo Archeologico. Ad Atene dominano la cultura e la lingua tedesca, il volto della città è disegnato da architetti bavaresi, i De Chirico sono vicini di casa di Schliemann.

Dopo una serie di viaggi in Italia e a Monaco, nel primo decennio del XX secolo, De Chirico inizia a dedicarsi più intensamente all’attività pittorica. Celebre, in questo periodo, è l’opera dal titolo “La partenza degli argonauti”.

Di ritorno in Italia, nella città di Firenze, realizza i primi quadri dall’atmosfera sospesa e misteriosa in cui ricorrono figure di spalle avvolte nei pepli, in spazi urbani ampi e deserti, spazi delimitati dalle architetture in cui tendaggi, chiusi o semi chiusi, lasciano presumere e sognare altri spazi sconfinati e sconosciuti.

Arruolato nella Prima Guerra Mondiale, De Chirico viene trasferito a Ferrara. Al periodo ferrarese appartengono i capolavori metafisici più noti di Giorgio de Chirico, come Le Muse Inquietanti e Ettore e Andromaca. In quest’ultimo le figure dei due innamorati sono due automi privi di vita interiore, i loro corpi sono macchine dalla complessa struttura, ma non si tratta di un’esaltazione della tecnologia, sono al contrario figure immobili che negano il valore del progresso.

De Chirico continua a viaggiare, a lavorare tra Firenze, Roma e Milano. Esporrà in Europa e negli Stati Uniti. Muore a Roma nel 1978, dopo aver compiuto il suo novantesimo compleanno.

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