Pier Paolo Calzolari

Pier Paolo Calzolari (Bologna 1943) oggi vive e lavora a Lisbona, Portogallo.

Fin da giovanissimo si forma in studi artisti e a Bologna, a soli 22 anni, tiene la sua prima personale nel 1965 presso la Sala Studio Bentivoglio. Dall’anno successivo abbandona le tecniche pittoriche tradizionali; nel 1967 sempre presso lo Studio Bentivoglio presenta la performance intitolata Il filtro e benvenuto all’angelo con un riferimento all’opera di Pino Pascali. Diviene presto uno dei protagonisti dell’ Arte Povera. Famoso per l’utilizzo dei materiali più disparati ed insoliti per la produzione artistica, tra i più usati troviamo il ghiaccio, la margarina, il piombo fuso, le scritte al neon, materiali metallici, organici e naturali, malleabili. Calzolari aveva una preferenza soprattutto per le relazioni che implicano il concetto di trasformazione. Nel movimento dell’arte povera si distingue per la qualità poetica e letteraria dei propri lavori con azioni al limite della performance (Canto sospeso, 1973). È presente alla Biennale di Venezia negli anni 1978, 1980 e 1990. Nel 1992 è a Documenta IX a Kassel. Negli anni Ottanta torna a lavori pittorici tradizionali con astrazioni di matrice metafisica ed esistenziale, peraltro già precedentemente presenti insieme a dimensioni di tipo affettivo.

Nel 1994 un’importante retrospettiva gli viene dedicata al Castello di Rivoli di Torino.

Oggi è presente come artista in mostra permanente al Museo Madre di Napoli e al Castello di Rivoli di Torino.

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