Tano Festa

Roma 1938-1988

Tano Festa è tra i più conosciuti esponenti del movimento artistico della Pop Art italiana.

Si diploma nel 1957 in ‘Fotografia Artistica’, ispirato da Cy Twombly e dalla pittura gestuale e informale. Festa era molto attratto dalle reazioni chimiche dell’acido sulla carta fotografica. Diventa subito protagonista della scena artistica romana esponendo, nei primi tempi, in una collettiva, insieme a Franco Angeli e a Giuseppe Uncini. Successivamente prende parte con Mario Schifano e Mimmo Rotella all’esposizione “The New Realists” a New York.

Per un breve periodo, a partire dal 1960, Tano Festa si dedica ai dipinti monocromi. Tra i colori privilegia il rosso.

Festa solca il quadro con strisce verticali create da fasci di carta imbevuta dallo stesso colore rosso, un colore che richiama la sensazione percepita all’interno della camera oscura in cui si sviluppano le fotografie. Questa nuova pittura ‘aniconica’ viene presentata attraverso una serie di mostre organizzate da Festa, Schifano, Angeli e Lo Savio.

Il periodo monocromo termina nel 1962, anno in cui entrano all’interno dell’arte di Tano Festa oggetti di uso quotidiano. Ricorrenti sono quindi oggetti del mobilio casalingo, porte, finestre, serrature, armadi rielaborati su disegno dell’artista e manipolati da un artigiano. Proprio ‘La finestra rossa e nera’ viene esposta in una collettiva all’interno della galleria La tartaruga di Roma, galleria in cui entra in contatto con Twombly, Kounellis, Kline e Rothko.

Una nuova stagione artistica prende avvio nel 1963 quando Festa inizia a ricercare l’ispirazione dai maestri rinascimentali, osservando nello specifico Le Cappelle Medicee e La Cappella Sistina. Negli anni ‘80 l’artista ritorna alla pittura acrilica e figurativa con tela monocroma. Nasce in questi anni la serie ‘Ciclo dei Coriandoli’, veri e propri coriandoli applicati su tele monocrome, nere, rosse, verdi e blu.

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