Carla Accardi

Trapani, 1924 – Roma, 2014

Carla Accardi è conosciuta come una delle prime donne italiane a dedicarsi all’arte astratta. Inizia la sua carriera artistica all’interno del collettivo Forma 1, posto a metà strada tra l’astrattismo ed il realismo, di cui è fondatrice insieme ad Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato. Nel 1951 il collettivo Forma 1 si scioglie e Carla Accardi prosegue la sua carriera lavorando in autonomia. I dipinti della Accardi virano negli anni ‘50 verso il bianco e nero, introducendo l’uso della caseina per esaltare le tinte. Saltuariamente nello stesso arco temporale Accardi collabora con il gruppo MAC – Movimento Arte Concreta con sede a Milano, di cui era parte Bruno Munari. Alla base della sua storia artistica si consolidano due elementi cardine, ovvero, l’arte astratta intesa come riduzione all’essenziale delle forme, linee, colori e dei segni, scevro da ogni significato simbolico ed allegorico dell’immagine e la libertà espressiva delle artiste di genere femminile, finalmente libere di poter trasmettere attraverso l’arte messaggi forti. A ragione quindi il nome della Accardi è strettamente connesso all’attivismo femminista, influenzata dai modelli femminili dalla sua famiglia ricca di esempi di donne forti. Con Elvira Banotti e Carla Lonzi, da vita al gruppo Rivolta femminile. La sua prima mostra personale si attesta nel 1950 all’interno della Libreria Age d’Or di Roma; prosegue con la mostra nella Galleria San Marco di Roma durante il 1955, anno in cui partecipa, su invito del critico d’arte Michel Tapié, grande promotore dell’arte informale, alla collettiva individualità d’oggi. Proprio Tapiè contribuisce a consolidare la fame dell’Accardi, pittrice astratta, all’estero. Negli anni ‘60 lo stile dell’Accardi ritorna al protagonismo del colore, sempre applicato per tramite della caseina, conseguenza dell’influenza della Pop Art. Al colore si affianca la composizione di lettere componenti l’ ‘alfabeto immaginario’, anch’esse intese come segno pittorico, e non come veicolo di messaggi. Nel decennio successivo Accardi oltrepassa i confini della tela e sperimenta con installazioni, composte da materiali plastici, fogli di ‘sicofoil’ (acetato di cellulosa trasparente) dipinti con vernici e smalti. La sperimentazione culmina tra gli anni 1974-75 con la serie Trasparenze, opere realizzate in sicofoil ed applicate su base, simile ad una cornice. Conclude la sua produzione durante gli anni ‘80 e ‘90 del ‘900 producendo tele grezze e tele ‘classiche’ di dimensioni ampie in cui spicca il colore in numerose varianti di abbinamento, e nuovamente il segno, protagonista della tela. Tra i riconoscimenti di Carla Accardi è degno di nota la partecipazione durante il 1997 alla Commissione della Biennale di Venezia.

MUSEI

– MACRO – Museo di arte contemporanea di Roma
– Castello di Rivoli
– Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento
– Galleria Civiche di Modena
– Galleria Civiche di Bologna
– Palazzo Reale di Milano
– Fondazione Prada Milano
– Guggenheim Museum di New York
– S.M.A.K. (Stedelijk Museum voor Actuele Kunst) di Ghent.

RICHIEDI OPERE